mercoledì 6 maggio 2015

Asperità


E' tutto un sentire
di epiglottide chiusa,
stomaco vuoto a perdere,
restio all'acido che vomito,
ossa rotte dal vento straziante
su macerie d'intenti
e i NO,
i NO che restano
piloni di strade franate
sui miei chissà,
ti giungano a salvare
un cielo nascosto
sotto le palpebre,
pronto a sversarsi
in quel mare che sei
ogni giorno per me.

Matteo Cotugno
14 04 2015
diritti riservati


foto di Brooke Shaden


In fine


Se questo scriversi è di pietra
prendile pure il pianto
non le resta che quello,
il tocco di una mano
che asciuga il viso,
l’ombra di un passo
fuggito sul fiorire,
imprigionala nel dopo
perché ricordo
di quel momento,
lasciale almeno
un gesto,
non il rimpianto,
solo un bacio
che sia per sempre.

Matteo Cotugno
10-04-2015
diritti riservati


Oltresogno


Sei oltresogno
come la vita di una stella
ne percepisci solo luce
ma è mistero lontanissimo
la forma del suo amare,
un viaggio infinito
raggiungerla
e riprenderti,
una corsa senza sosta
seguirla nel firmamento
disteso fra me
e la tua dimensione:
oltresogno.

Matteo Cotugno
20-03-2015
diritti riservati


Ama-re


Un risveglio di luoghi fermi
luci stantie e tanfo di inutilità,
la giacca sul letto
accartocciata fra lenzuola
sdrucite dal sonno,
le scarpe infilate a stento,
sul comodino un avanzo
di foglio e la matita
- lo specchio inclemente gela
la realtà del giorno -
il volto della vita è un dono
amaro se fai fatica a riconoscerlo,
se fai fatica a sapere
chi diavolo sei oggi
e dove vuoi portarti
per trascorrere lento
la maledizione del tempo
rimasto fra te
e l’oltre.

Matteo Cotugno
20-03-2015
diritti riservati



Siamo oltre


Noi siamo oltre le parole che si fanno mani di carezze
oltre lo sfiorarci di sguardi e sospiri

siamo oltre un verso che curva in sorriso
e scende sulla pelle a sentirla vibrare

noi siamo al di là del reale che non ci appartiene
oltre la dimensione che c’imprigiona
e ci rende ostaggi del tempo

noi siamo oltre il canto che leggiamo
lo superiamo nell’assoluto di un silenzio
nell’assoluto di un’assenza.


Matteo Cotugno
14-03-2015
inedita – diritti riservati



Dimenticarsi



Piano piano
senza dircelo nemmeno
svaniremo dai noi stessi
insieme ai dubbi
che passo passo
c’inseguivano

piano piano
senza nemmeno pensarlo
noi diventeremo io o te
come l’eco di un bacio
che poco a poco
s’annulla.

Slegarci così…
infiniti istanti
della stessa gioia
che ci vide insieme
ed ora è soltanto
sopita indifferenza.

Matteo Cotugno
15-03-2015
diritti riservati



Piove


Le gocce muovono lenti
minuti tramontati di noia,
la vista si rapprende sui vetri,
scivola sul lucido svanito
vapore di vicinanza,
sono vivo appena
per vedermi riflesso
ma resto immobile,
è solo il ritmo della pioggia
a tamburellarmi dentro
parole che non vengono
parole che non scrivo,
penso a te
e non riesco a ricordare
chi ero ieri,
il tuo sorriso fra le mani,
la serenità di un abbraccio,
la tenerezza di un bacio.

Matteo Cotugno
22-02-2015
inedita – diritti riservati



Padre mio


Un "Padre Nostro"
perché sei padre mio
viso del tuo viso
pelle e cuore del tuo,
la tua mano nella mia
piccola e ora grande nella tua
ancora trepida e curiosa
mentre a occhi chiusi sogni
chissà quali lunghe strade
scese, salite e ridiscese
come dai monti in cui sei nato
ai passi brevi di un saluto
che appresti a darmi con la mano
ancora nella mia quasi stretta
per farti sentire sempre padre mio
e figlio io, figlio tuo.

al mio babbo che mi ha lasciato 3 anni fa


Matteo Cotugno
14-02-2015
diritti riservati



Ritrovarti mia


Odio le spalle che mi volti
e le amo per non annegare
negli occhi che mi neghi,
sbatti via tutto il tempo di noi
calpestandolo mentre vai,
resterai, resterai lo stesso
un profumo fugace sulla pelle,
non voltarti ad ascoltarmi,
parlerò, parlerò lo stesso
per dirmelo ancora
che non ci sei, e ci sei.

Odio il tuo camminare lento
sul margine delle certezze,
dubiterai, dubiterai lo stesso
delle scelte mai prese
dei "forse non ci sarò",
amerò, amerò lo stesso
la strada che ti porta via
perché è la stessa
per ritrovarti mia.

Matteo Cotugno
13-02-2015
inedita – diritti riservati

dipinto di Montserrat Gudiol Corominas




Non insegna


Sangue alla terra,
ferita nella ferita di roccia,
caduto vivo nel buio
atroce del ventre disumano,
crepa del monte
che inghiotte e dilania
carne e pietà.

Resta il silenzio
dei singulti esalati
dal fondo agonico,
una sommessa preghiera
sulla memoria svanita
di un eccidio infame
che non insegna.

Matteo Cotugno
10-02-2015
diritti riservati