lunedì 6 maggio 2013

Illumina



Il solco si chiude nell’affondare
di lama rovente e senti
senti quanto dolore spande
il percorrermi dentro
per poi  trapassarmi
da parte a parte e non un grido
non un solo grido
ferma il braccio
ch’è mio
- mio Dio -
non un solo grido
ferma quel braccio
ch’è mio
ed io,
esangue ricerca
di terra
e clemenza,
prego il cielo
 - l’ultimo -
il più azzurro
il più distante.


Matteo Cotugno
05-04-2013
inedita - diritti riservati

Guerra civile




L’incubo di un color sangue rappreso
su muri finestre porte balconi
di palazzi sbrindellati
sventrati
dalla morte.
Entra sempre improvvisa
senza chiedere permesso
senza chiavi
senza farti svegliare
ti condanna nell’incubo
del silenzio
quando tutto è finito,
del nauseare di cadaveri
misti a macerie
raggrumate d’odio
e pietà.
Al centro della strada
la solitudine d’una strage,
lancinante fotogramma
ancora vivo.

Matteo Cotugno
06-04-2013
inedita – diritti riservati

Ti porterò lontano



Ti porterò lontano
una vela per mano
- fino a toglierti il fiato -
lontano lontano
- cuore abbandonato -
piano piano
fino a sentire ti amo:
grido di sole
grido di chi muore.

Matteo Cotugno
07-04-2013
inedita – diritti riservati

Inutile cercarmi



Inutile cercarmi qui
in questi pochi versi
scandendo le sillabe
per sentirmi il ritmo,
sdraiando il testo
sul lettino da psicanalisi
per capirmi,
inutile cercarmi qui
in questa gabbia
fatta da inferriate
di parole scritte,
io sono altrove
che in questi graffi,
io ne sono davanti,
ne sono fuori.

Matteo Cotugno
03-02-2013
inedita – diritti riservati

Scese le braccia



Scese le braccia
ferme al cielo
fissando lo sguardo
sul corpo disteso in giardini
di pensieri fioriti
nella sola carezza.

Scese le braccia
sospese al cuore
fermando quei battiti
spesi nei dubbi
di primavera inattesa
nel canto d'un volo.

Scese le braccia
risollevate al cielo
come statue greche
scolpite nei moti
di amori insperati
e di preghiere.

Matteo Cotugno
22-04-2013
inedita – diritti riservati


venerdì 26 aprile 2013

Malinconia



“La mia allegrezza è la malinconia”
quando spira il vento ai sogni
sfiorando il viso assorto
su quella strana tela
ch’è tutta la vita
e ne hai i colori in mano
per respirarla ancora.

La mia allegrezza è la poesia
se sfida il cuore a stare
sospeso ad ogni canto
in quella strana fiaba
ch’è tutta la vita
e ne hai il sole in tasca
e la luna come amica.

Matteo Cotugno
21-04-2013
inedita – diritti riservati

mercoledì 3 aprile 2013

Il passo



E’ questo il passo che faccio
un passo che è un salto
nella vertigine di cielo
che mi separa da te
che mi separa dal cuore
e nemmeno l’incertezza
dei tuoi occhi mi ferma
mi tuffo e giù nei tuoi laghi
annego ogni solitudine
cercandoti.

Matteo Cotugno
10-01-2013
inedita – diritti riservati

foto di Marta Fiorentini

Irreperibile


Non mi abito da tempo,
bianchi lenzuoli coprono ogni pensiero
nel silenzio irreale del non senso,
non ci sono per nessuno,
qualora mi cerchino ho scritto
fuori sulla porta:
IRREPERIBILE
dentro invece
- c’è sempre qualcuno che alla fine ti cerca -
un lumino per farsi strada,
premio sempre gli ottimisti
prima d’infrangere loro ogni speranza.

Matteo Cotugno
03-02-2013
inedita – diritti riservati

l'opera pittorica in foto è della bravissima Rossana Parenti

lunedì 1 aprile 2013

Storia



La mia storia è questa qua
se vi piace e se vi va
ascoltatela seduti
buoni buoni zitti e muti:
un passaggio su pel mare
dal paese un gran fuggire,
spara e ammazzan proprio tutti
brutti buoni e farabutti,
tutto in nome di un gran dio
“ma che cazzo c’entro io!”
mi son detto e sono scappato
per lo sbarco mi han rubato
ogni soldo e ogni avere,
m’è rimasto il sedere
quello solo ho da dare
ma chi poi me lo fa fare?
Or che sono giunto qua
mi chiamate vu cumprà
“vedi amico ho cose belle!”
ma quanto brucia questa pelle…
quanto brucia e quanto vale
un sorriso per il male
e tutto l’odio che avete,
ma di gioia c’è gran sete,
quindi vai con un sorriso
a malasorte fai buon viso
perché ridere si sa
ai prepotenti male fa.

a Enzo Jannacci

Matteo Cotugno
31-03-2013
inedita – diritti riservati

Noia



Bottiglie rovesciate
mezze spaccate
mezze vuote
un letto disfatto da sempre
fra le tue braccia
non mi vergogno
se parlo anche nel sonno
e scrivo una canzone
nottambula come me
maledetto uomo
maledico il tempo
che graffia il mio viso
storpiandolo ancor di più
e la voce che ormai non c’è
ma resta il cuore
e “tutto il resto
è noia”.

Matteo Cotugno
al poeta Franco Califano

01-04-2013
inedita – diritti riservati