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Poesia
benvenuti nella mia anima...
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lunedì 14 gennaio 2019
2019 Acrostico
venerdì 4 gennaio 2019
Don Chisciotte e la censura
- Orsù Sancho! presto in piedi!
che la pugna si fa dura
giornalista è lo vedi?
usa l’arma di censura
per tacer chi non gli piace
perché scrive e più non tace
il dolore della gente
che sul letto è sofferente!
- Oh mio Sire, ma è sicuro?
il suo gruppo è dedicato
proprio a chi dentro al suo muro
la poesia ha creato!
- Sancho, certo è paradosso
un nemico strampalato
che dal gruppo ha rimosso
proprio chi ha dedicato
le sue rime alla divina
di poesia in dolor regina!
Costui proprio non è degno
della spada il mio segno!
Additarlo al mondo intero
voglio solo e ne vo fiero
per averlo risparmiato
coi miei versi umiliato.
dedicato di cuore al signor censore ….
viva la libertà di espressione e di poesia!
©
copyright 2010 Matteo Cotugno “PoesiAnima”
dal
mio gruppo di poesia - PoesiAnima
Don Chisciotte contro i defecatori di parole
- Orsù Sancho pronto sono
per la pugna e non perdono
dei nemici sommi e forti
or l’ardor ne trae le sorti
adopran parole sconce e oscene
la propria vita non gli appartiene
tanto son atti a fare uso
di droghe, alcol e altro abuso.
- Oh mio signor, la scongiuro
tal poeti han piglio duro
le forze tue annienteranno
il tuo morale sviliranno!
- Giammai, costor non son poeti
usan parole a mo di peti
in cuor io reco grave offesa
la donna spesso han vilipesa
seppur colei il corpo vende
non s’azzardi chi la offende
appellandola con strale
com la femmina del maiale.
- Or la mia ira si fa funesta
aspettatevi tempesta.
Oh mia Dulcinea, mia dama
qui la pugna non è per fama
ma per difendere la mente
dal concetto ormai indecente
che la poesia è sì più vera
se la parola si fa più nera
blasfema, sporca e pure sciatta
per tutta l’arte una disfatta!
Viva la poesia!
per la pugna e non perdono
dei nemici sommi e forti
or l’ardor ne trae le sorti
adopran parole sconce e oscene
la propria vita non gli appartiene
tanto son atti a fare uso
di droghe, alcol e altro abuso.
- Oh mio signor, la scongiuro
tal poeti han piglio duro
le forze tue annienteranno
il tuo morale sviliranno!
- Giammai, costor non son poeti
usan parole a mo di peti
in cuor io reco grave offesa
la donna spesso han vilipesa
seppur colei il corpo vende
non s’azzardi chi la offende
appellandola con strale
com la femmina del maiale.
- Or la mia ira si fa funesta
aspettatevi tempesta.
Oh mia Dulcinea, mia dama
qui la pugna non è per fama
ma per difendere la mente
dal concetto ormai indecente
che la poesia è sì più vera
se la parola si fa più nera
blasfema, sporca e pure sciatta
per tutta l’arte una disfatta!
Viva la poesia!
Matteo Cotugno
05-02-2010
© copyright 2010 “PoesiAnima”
lunedì 17 dicembre 2018
E' ora
Si
ammutinano alla gravità
i
granelli di sabbia nella clessidra
-
lo sospettavo da tempo –
quando
l’arrembaggio dei libri
mi
prende in ostaggio
e
pagina dopo pagina
finisco
impiccato
all’albero
maestro
fra
gli applausi di una ciurmaglia
di
versi festanti…
Maledetti!
Avrei
potuto dotare
la
mia nave di matite
più
incisive
o
disegnare rotte
più
provocanti
-
non l’ho fatto -
è
la fine che merito.
Matteo Cotugno
01-02-2013
inedita – diritti riservati
venerdì 14 dicembre 2018
Amarti così
Non
voglio ascoltare i tuoi addii,
voglio
vivere il tuo rimpianto
e
amarti così
...
senza pretendere niente,
resto
a vedere le tue spalle
farsi
piccole
lontane
da me,
a
sentire il profumo disperdersi
in
un pomeriggio d’estate
lungo
la spiaggia dei nostri approdi,
navi
di sogni che solcano il tempo,
abbracci
di vele sospese
ad
aspettare un vento
che
ci porti lontanissimo
ma
insieme,
io
e te.
Matteo
Cotugno
05-06-2015
inedita
– diritti riservati
mercoledì 12 dicembre 2018
Marinaio
Al
di là di questo cielo
mi
vesto ancora di te
sulle
onde increspate di vento
e
resto sospeso
a
guardarti sospesa
circondarti
di luci
e
di soffuse illusioni,
nuvole
argentee
che
ti nascondono a tratti
lasciando
il sorriso
del
tuo biancore
illuminare
tutte
le
mie tristezze,
amiche
di un viaggio
senza
approdo.
Matteo Cotugno
12-12-2018
inedita – diritti riservati
giovedì 6 dicembre 2018
Serve un sogno
mercoledì 28 novembre 2018
Destati
Destati
ch’è ferma la storia:
un
giro in centro a fare casino,
locali
vomitanti fumo,
da
bere a boccali, a coppe,
a
bicchieri rotti in ogni angolo,
compagni
di puzza di piscio
e
di musica a palla… che storia
poi
gridare per sentirsi,
chissenefrega
di niente,
la
mora mi adocchia da un pezzo,
stasera
è festa e non si torna
che
all’alba… se vuole
ci
si sballa di brutto
mi
butto, mi sfratto, mi sbatto,
la
storia è ferma fratello,
una
smossa e si balla
si
torna a girare, fermarsi è peccato
non
credi? Non vedi?
Stramazzi
di vita e non sorridi?
Grida
forte la morte:
chissenefrega
stasera
non si prega.
Matteo Cotugno
14-11-2013
inedita
martedì 27 novembre 2018
L'ultimo volo
Quanto
infinito è il senso di vuoto,
come
se si potesse usare un metro
e
cercarne le dimensioni
al
di là dello spazio che separa
dal
suolo,
ineludibile
destino di foglia,
è
così che mi sento oggi
che
l'autunno si avvicina
e
i tramonti diventano più rossi
e
la pelle respira appena,
una
foglia,
ma
l'ultimo volo
sarà
una danza bellissima,
interminabile
sospensione
di
cielo.
Matteo Cotugno
17-10-2013
inedita - diritti riservati
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Introspezione,
Natura
giovedì 22 novembre 2018
Dialoghi dell'inesistente
Come
va?
La
domanda rimbalza
di
parete in parete fino
ad
atterrare sullo stesso
punto
interrogativo.
Va…
non so…
chissà…
che un vuoto
risponda
nel vuoto
di
questa casa
vuota,
di
questa vita
svuotata
…se
mai fosse
stata
riempita.
Come
va?
Allo
specchio di un riflesso
che
non appare nel vetro
formando
un tunnel di rientri
infinito
e
tu, sfinito, rinunci
a
cercarti.
Non
esistere.
Non
insistere.
Non
serve.
Matteo
Cotugno
23-09-2016
Inedita
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