mercoledì 6 marzo 2019

E non c'era fine




Era inverno l'idea di te,
quasi un apparire di brina
a far male dentro,
siderale come luna
nel distacco da qui,
dove ho raccolto le mani
per riscaldarle al suono
del cuore.

Era inverno e non finiva,
la luce sempre accesa
da una finestra persa,
quei filari dimessi
a contarmi i passi
fino a te,
e non c’era fine.

Era inverno il tuo viso,
un bagliore di neve
sul ciglio di luna,
un brillare di ghiaccio
soffuso dal tuo sguardo
sospeso nella notte,
fino a me,
e non c’era fine.



Matteo Cotugno
07-11-2017
inedita – diritti riservati


venerdì 4 gennaio 2019

Don Chisciotte e la censura



- Orsù Sancho! presto in piedi!
che la pugna si fa dura
giornalista è lo vedi?
usa l’arma di censura
per tacer chi non gli piace
perché scrive e più non tace
il dolore della gente
che sul letto è sofferente!

- Oh mio Sire, ma è sicuro?
il suo gruppo è dedicato
proprio a chi dentro al suo muro
la poesia ha creato!

- Sancho, certo è paradosso
un nemico strampalato
che dal gruppo ha rimosso
proprio chi ha dedicato
le sue rime alla divina
di poesia in dolor regina!
Costui proprio non è degno
della spada il mio segno!
Additarlo al mondo intero
voglio solo e ne vo fiero
per averlo risparmiato
coi miei versi umiliato.

dedicato di cuore al signor censore …. viva la libertà di espressione e di poesia!

© copyright 2010 Matteo Cotugno “PoesiAnima”
dal mio gruppo di poesia - PoesiAnima

Don Chisciotte contro i defecatori di parole


- Orsù Sancho pronto sono
per la pugna e non perdono
dei nemici sommi e forti
or l’ardor ne trae le sorti
adopran parole sconce e oscene
la propria vita non gli appartiene
tanto son atti a fare uso
di droghe, alcol e altro abuso.

- Oh mio signor, la scongiuro
tal poeti han piglio duro
le forze tue annienteranno
il tuo morale sviliranno!

- Giammai, costor non son poeti
usan parole a mo di peti
in cuor io reco grave offesa
la donna spesso han vilipesa
seppur colei il corpo vende
non s’azzardi chi la offende
appellandola con strale
com la femmina del maiale.

- Or la mia ira si fa funesta
aspettatevi tempesta.
Oh mia Dulcinea, mia dama
qui la pugna non è per fama
ma per difendere la mente
dal concetto ormai indecente
che la poesia è sì più vera
se la parola si fa più nera
blasfema, sporca e pure sciatta
per tutta l’arte una disfatta!

Viva la poesia!


Matteo Cotugno
05-02-2010
© copyright 2010 “PoesiAnima”


lunedì 17 dicembre 2018

E' ora



Si ammutinano alla gravità
i granelli di sabbia nella clessidra
- lo sospettavo da tempo –
quando l’arrembaggio dei libri
mi prende in ostaggio
e pagina dopo pagina
finisco impiccato
all’albero maestro
fra gli applausi di una ciurmaglia
di versi festanti…
Maledetti!
Avrei potuto dotare
la mia nave di matite
più incisive
o disegnare rotte
più provocanti
- non l’ho fatto -
è la fine che merito.

Matteo Cotugno
01-02-2013
inedita – diritti riservati


venerdì 14 dicembre 2018

Amarti così



Non voglio ascoltare i tuoi addii,
voglio vivere il tuo rimpianto
e amarti così
... senza pretendere niente,
resto a vedere le tue spalle
farsi piccole
lontane da me,
a sentire il profumo disperdersi
in un pomeriggio d’estate
lungo la spiaggia dei nostri approdi,
navi di sogni che solcano il tempo,
abbracci di vele sospese
ad aspettare un vento
che ci porti lontanissimo
ma insieme,
io e te.

Matteo Cotugno
05-06-2015
inedita – diritti riservati



mercoledì 12 dicembre 2018

Marinaio



Al di là di questo cielo
mi vesto ancora di te
sulle onde increspate di vento
e resto sospeso
a guardarti sospesa
circondarti di luci
e di soffuse illusioni,
nuvole argentee
che ti nascondono a tratti
lasciando il sorriso
del tuo biancore
illuminare tutte
le mie tristezze,
amiche di un viaggio
senza approdo.

Matteo Cotugno
12-12-2018
inedita – diritti riservati





giovedì 6 dicembre 2018

Serve un sogno




Serve un sogno
la ruggine ci buca l'anima
e morde ogni cielo
non sia nostro
è ora che ci lasciamo
cadere addosso le ore
degli sguardi ostili
serve un abbraccio:
un sogno
insieme.

Matteo Cotugno
13-10-2013
inedita - diritti riservati


mercoledì 28 novembre 2018

Destati




Destati ch’è ferma la storia:
un giro in centro a fare casino,
locali vomitanti fumo,
da bere a boccali, a coppe,
a bicchieri rotti in ogni angolo,
compagni di puzza di piscio
e di musica a palla… che storia
poi gridare per sentirsi,
chissenefrega di niente,
la mora mi adocchia da un pezzo,
stasera è festa e non si torna
che all’alba… se vuole
ci si sballa di brutto
mi butto, mi sfratto, mi sbatto,
la storia è ferma fratello,
una smossa e si balla
si torna a girare, fermarsi è peccato
non credi? Non vedi?
Stramazzi di vita e non sorridi?
Grida forte la morte:
chissenefrega
stasera non si prega.

Matteo Cotugno
14-11-2013
inedita

martedì 27 novembre 2018

L'ultimo volo



Quanto infinito è il senso di vuoto,
come se si potesse usare un metro
e cercarne le dimensioni
al di là dello spazio che separa
dal suolo,
ineludibile destino di foglia,
è così che mi sento oggi
che l'autunno si avvicina
e i tramonti diventano più rossi
e la pelle respira appena,
una foglia,
ma l'ultimo volo
sarà una danza bellissima,
interminabile
sospensione
di cielo.

Matteo Cotugno
17-10-2013
inedita - diritti riservati