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Poesia
benvenuti nella mia anima...
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mercoledì 6 maggio 2015
Relativo
Un relativo sposta i
confini
traccia segni variabili
ad ogni saluto di luce
che sia sole o luna
o un lampione sulla
strada…
- guarda cosa si fa per
amare!
spezzi una lastra di
promesse
nel vuoto di un chissà
nel dubbio di un come
faremo -
Un relativo resta
sospeso
a guardare l’incognito
dipanare il fato sugli
abbracci
dimentico di noi
condannati ad amarci.
Matteo Cotugno
11-01-2015
diritti riservati
Nulla
I tuoi silenzi
opprimono
come brividi di gelo
sulla pelle,
quel nulla che duole
quel niente che bianco
acceca
sui fogli e negli
occhi,
mesto piegarsi su se
stessi
fino a toccare terra
con le mani
scivolando inermi
sul non detto
sul non scritto,
vano il tenersi stretto
l'orlo del cappotto,
come precipizio
t'ingoia
dentro il tuo stesso
respiro
e ti lascia esanime
nudo
come appena nato
e senza vagito.
Matteo Cotugno
06-01-2015
inedita - diritti riservati
Duemilaquindici
acrostico
Dal fondo del cielo
Un bagliore il sole
Emana soffuso,
Mondo che si risveglia
Illuminato,
Lenisce i dolori
Ammantandoli di
speranza:
Quello che ci resta,
Uomo di domani,
Infonde coraggio,
Non temere!
Decidi sempre
Illuminato d’amore…
Come il sole di ogni
giorno
Insegna.
Matteo Cotugno
31-12-2014
diritti riservati
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Aforismi e Pensieri,
Riflessioni
lunedì 20 aprile 2015
Mediterraneo
Migrare oscillando
sulla fame
sulle indicibili
violenze
sugli orrori vissuti a
pelle
scappare dal malvagio
uomo
che ha torturato e
stuprato
derubato e ucciso
migrare oscillando
sulla speranza
di un’esistenza
migliore
fuggendo dalla guerra
scappando dalla morte
per abbracciarne
un’altra
oscillando su una
carretta
nel Mediterraneo
affollata di paura
svuotata di vita
e riempita di pietà.
Matteo Cotugno
inedita
20-04-2015
venerdì 17 aprile 2015
Barattoli e pensieri
Barattoli
e pensieri
calciati
sulla strada
rovinano
sui passi,
compagni
del fragore,
fin
dentro al tuo portone
che varco
col timore
scoprissi me in quel gioco
di non
pestar le linee
su tutti
i marciapiedi,
per sfida
alla fortuna,
per
fingere un sorriso
e
ripensare al tempo
di quei
furtivi incontri
nascosti nel cortile,
cresciuti
ragazzini
rabbiosi
sol d'amare.
Matteo Cotugno
rivista 17-04-2015
diritti riservati
inedita
sabato 4 aprile 2015
Chi sei? Tu Uomo
Chi sei
ora che il sangue trasforma il viso
e lo sguardo non riconosco?
Chi sei
con quell'andare lento sul monte
e il piegarti sulle ginocchia erose?
Chi sei
adesso che la tua lingua è livida
e non comprendo più cosa dici?
Chi sei
così circondato di odio
da vederti appena?
Chi sei
svestito di ogni cosa
senza provare vergogna
e senza suscitarla agli occhi?
Chi sei
tu Uomo
per fare tutto questo
solo per ricordarmi
che anch'io lo sono?
Matteo
Cotugno
05-04-2015
in foto
"Compianto su Cristo Morto" di Guido Mazzoni
terracotta -
1477/79
Modena,
Chiesa di San Giovanni Battista
mercoledì 11 marzo 2015
Dispersa
a Roberta Ragusa
Vorrei superare
d’incanto
la dimensione del non
essere
per gridarlo a tutti:
non ci sono più
e i pezzi sono sparsi
nella terra di nessuno
sotto coltri di rifiuti
e di menzogne
di facce toste e
tradimenti
di ipocrisie e
malvagità
non ci sono più
nell’inutile violenza
del tempo passato,
sopravvissuta
resta l’anima che urla
invano,
la carne svanita nel
nulla
e con lei l’accusa
di avermi uccisa
da chi fingeva amore
ma invece odiava
non ci sono più
e resterò tale
dispersa
inesistente
in un mondo in cui
conta la carne
e solo quella
tradita dalla mia
che non c’è più
e non ha giustizia.
Matteo Cotugno
07-03-2015
inedita – diritti riservati
martedì 10 marzo 2015
Parlerai di lui
Parlerai di
lui senza le parole
smarrite
nella landa di un saluto,
quasi un
abbraccio lasciato al vento
e il non
presente disegna il suono
così,
d’incanto il suo nome
ritorna a
farsi luce delle tue ombre
- lasciarsi
trasportare dall’oblio
è una corsa
senza fine quando ami,
resti
piegata sulle ginocchia,
senza
fiato, sconfitta ad aspettare -.
Parlerai di
lui senza la tua voce
spezzata dal
riflesso di un incontro
durato il
profondo ch’è rimasto
fra le mani
distese ancora alla ricerca
di ciò ch’è
stato e adesso basta,
- finisce
anche il cielo se non vedi
o abbassi
gli occhi e cerchi ancora
il salto
fatto assieme in quel buio
che
appartiene ora solo a te -.
Matteo Cotugno
10-03-2015
inedita – diritti riservati
martedì 13 gennaio 2015
Alda nel cuore 2015
Benvenuti alla terza
edizione di Alda nel cuore, antologia di
poesia contemporanea nata 3 anni fa come tributo per la grande poetessa Alda
Merini, un modo per ricordare la sua nascita, il 21 marzo, e per festeggiare la
Giornata Mondiale della Poesia col contributo di tanti poeti.
Infatti anche
quest’anno abbiamo una bella selezioni di autori da tutta Italia e qualcuno
dall’estero, che omaggiano Alda Merini con le proprie poesie, o comunque con
una poesia sul tema del disagio psichico: un tema alquanto difficile per la
poesia, il che rende il mio ringraziamento più caloroso.
Come nella prima edizione lascio l’introduzione alla figlia maggiore di Alda Merini… Emanuela Carniti Merini, che ringrazio di cuore anche per il contributo in poesia alla raccolta.
Come nella prima edizione lascio l’introduzione alla figlia maggiore di Alda Merini… Emanuela Carniti Merini, che ringrazio di cuore anche per il contributo in poesia alla raccolta.
Matteo Cotugno
Amici nuovamente presenti
all'appello inderogabile di Matteo Cotugno, per questa nuova Antologia.
Come sempre il 21 Marzo
2015 ricorrerà l'anno di nascita della nostra amata Poetessa ALDA MERINI e la
Giornata mondiale dedicata alla Poesia.
Quest'anno vorrei parlare
della malattia mentale e del disagio psichico, visto che sarà anche argomento
delle vostre poesie.
Molto spesso si parla di
questi argomenti, ma altresì altrettanto spesso non se ne sa molto se non
quello che si dice in giro.
Come alcuni di voi sanno ho
lavorato come infermiera psichiatrica per più di trent'anni a livello territoriale. Cioè mi occupavo dei
pazienti sia ambulatorialmente che recandomi presso il loro domicilio.
Somministravo terapie e mi
facevo carico sia dell'aspetto emotivo che pratico della persona. A volte
supportavo anche la famiglia nel difficile compito che è il tradurre e
accettare comportamenti incongrui o incomprensibili di un congiunto.
Ero partita per fare l'infermiera
professionale ed è quello che ho fatto per cinque anni lavorando in ospedale
sia in Pediatria che in Sala operatoria; poi, con l'avvento della Legge
Basaglia del 1978 (legge che prevedeva la chiusura dei Manicomi e l'apertura di
Servizi alternativi sul territorio), ho preso la palla al balzo e mi sono
buttata "anima e corpo" in questa nuova avventura!
In realtà mi sono resa
conto da subito che era quello che desideravo fare veramente ma non è stato per
niente facile all'inizio!
Insieme ai nuovi pazienti
coesistevano moltissime persone reduci dall'internamento pluriennale nei
Manicomi con tutte le difficoltà emotive
aggravate dall'istituzionalizzazione e dai maltrattamenti.
Perchè era così!
I malati erano stati spesso
trattati come delinquenti invece che come pazienti e gli infermieri si erano
comportati nei loro confronti come carcerieri!
Abituati alla violenza più
che al dialogo e alla comprensione, si comportavano essi stessi in modo
violento oppure con la chiusura completa ad ogni interazione umana.
Difficile è stato
riconquistare un po' della loro fiducia e collaborazione!
Basaglia è stato un grande
Uomo oltre che un bravo Psichiatra.
Nel suo aprire i cancelli
ha inviato un messaggio dirompente che valeva più di mille discorsi e teorie.
Da allora è passato molto
tempo e le cose non sempre sono andate come avrebbero dovuto, ma innegabilmente
grandi passi sono stati fatti e il disagio psichico non è più visto come
qualcosa di vergognoso o e/o spaventevole come una volta.
Comunque le difficoltà sono
ancora palpabili e l'avere un malato psichico in casa produce una serie di
problematiche non sempre gestibili.
Da quello che è stata la
mia esperienza dal vivo so per certo che una buona disposizione empatica e il
riuscire a "mettersi nei panni dell'altro" aiuta quasi , se non di
più, di una terapia farmacologica.
Il disagio psichico nasce infatti da una serie di fattori:
famigliari, sociali, e caratteriali.
Ovviamente per quanto riguarda il carattere non si può far molto,
ma si possono , invece, modificare certi
atteggiamenti disturbati o "ghettizzanti" all'interno della famiglia
e ribaltare comportamenti stigmatizzanti, razzisti e omofobi della
nostra società che creano problemi di comunicazione e aprono la strada al
disagio psichico.
Ed è anche per questo che
nasce la poesia: per dar voce a chi non ha voce. Per ridare dignità e
accettazione a tutti i membri del genere umano di qualsivoglia razza, colore
della pelle e credo religioso.
La poesia dev'essere anche
e soprattutto LIBERA e TOLLERANTE!
Sono sicura che anche
quest'anno la vostra voce sarà un grido di libertà e fratellanza che
sbaraglierà le difese di chi non riesce a comprendere o ha troppa paura per
farlo.
Io ci conto e lascio fare a
voi Amici poeti!
Insieme per la poesia e
contro ogni stigma!
BUON LAVORO a tutti e un
GRAZIE di cuore a MATTEO che ci dà possibilità che non hanno prezzo.
Emanuela Carniti Merini
il curatore
Matteo Cotugno
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