martedì 19 luglio 2016

Il cielo


Ora che hai smesso di guardarmi
prova a immaginare una matita
segnare i tratti della solitudine
quando sogni
e non sono con te,
prova a pensare a quale profumo
resta del nostro vociare
litigando per una sciocchezza
e abbracciandoci per averlo compreso.

Prova,
provaci ancora a sentire il cuore
impazzire al mio arrivo ora che
sono ancora qui con lo zaino pronto
e la moto accesa.
Prova,
Provaci sempre a dire il mio nome
senza sentirlo perché coperto dalla notte
distesa fra noi e domani.
Ora che hai smesso di guardarmi
prova a respirare l’azzurro…
La vita è così piena di nuvole.

Matteo Cotugno
15-07-2016
Diritti riservati



I furbitaliani


Le scatole di cartone
sulla testa di chi timbra per gli altri*:
Eccoli i furbitaliani!
Vili fino in fondo
quando si vestono di furbizia,
non dissimili dai loro capi
nella nequizia,
da chi li governa…
da chi decide il binario unico*
o il binario morto
pur di lucrare svendendo sicurezza,
da chi decide sulla pelle
degli innocenti
e sugli innocenti banchetta
ridendo delle disgrazie.*
Le scatole di cartone
sulle teste servirebbero a nascondersi
per la vergogna
se solo
ne conoscessero
il senso!


Riferito all’episodio di cronaca odierno, per non farsi riconoscere timbrano cartellini nascosti sotto scatole di cartone.
Rif. alla strage ferroviaria sul tratto Andria Corato in Puglia.
Riferito alle risate a telefono di alcuni affaristi dopo il terremoto a L’Aquila.


Matteo Cotugno
Diritti riservati

12-07-2016


domenica 10 aprile 2016

Esistere


Esistere
è restare nel posto
girando sul tallone
un gioco antico
una vecchia giostra
dove a scorrere sono i parametri
che ci siamo costruiti
per misurare
la distanza
dal non esistere.

Esistere
è una vera sfida
sul filo di lana
sospesi sul baratro
di sogni distesi
funamboli di vita
che attraversa
e disperde
misurandoci
nel non esistere.


Matteo Cotugno
01-04-2016
10-04-2016
Diritti riservati


martedì 9 febbraio 2016

Autistico


Buttato via,
chiuso a chiave
nudo per terra ,
forse son nato così...
non lo so...
non lo sanno...
io, per loro pezzo di carne scema,
rinchiudo me stesso prima
di questa stanza che mi contiene
e piango
la voglia di far uscire almeno le lacrime
fuori dal turpiloquio
che mi circonda.

Ragazzo matto
che si ripete e piange sempre
gridando la voglia di smettere
di farmi insultare
solo perchè nel limbo
dei miei pensieri esiste
una grata di pregiudizi
a distanziarmi
e giù botte per ricordarmelo
ma a che serve?
tanto son scemo
me lo dicono sempre,
non possono credermi,
non posso credermi.


Matteo Cotugno


ai ragazzi autistici di Grottaferrata vittime dell'ennesimo squallido episodio di violenza all'interno di una struttura che avrebbe dovuto curarli


venerdì 29 gennaio 2016

La fuga


Non è certo solo quel buio dentro
che rovina il mondo sulle tue mani,
resta appeso un barlume di certezza
sulle ombre fisse dietro te.
E’ che non vorrei più amare - dici -
fra lacrime di bambina
cresciuta solo nella pelle.
- E’ che non vorrei più soffrire
così tanto da sentirmi morire -
e poi scendi in moto ad aggredire
la strada per strappare il dolore
facendoti prendere a schiaffi
dal vento a 100 all’ora.
- E’ tanto sbagliato essere nati
se poi t’imbrogliano il cuore
e ti malmenano e maledicono
se ti ribelli ? -
e forse scappare via
così veloci, senza voltarsi,
a cercare un mattino nuovo,
vale il rischio di viaggiare
per tutta la notte che hai dentro.


Matteo Cotugno
28-01-2016
Inedita – diritti riservati



lunedì 18 gennaio 2016

Poesia


Sei ferro rovente
che invade bruciando
- bellissimo averti vissuta
come sogno
e come sogno persa -
il dolore prende corpo
nel mio e strazia
anche i ricordi.

Sei ancora qui
su ciò che resta di ogni cosa
ad impregnarla del tuo profumo
che ora sa di assenza
e di silenzio,
in questi versi
di cui ti vesti,
in questi versi
di cui sei fatta
… poesia.


Matteo Cotugno
18-01-2016
inedita – diritti riservati



sabato 16 gennaio 2016

I passi


al poeta Ashraf Fayadh

La polvere delle parole
resta nell'aria

e un fumo fugace
stringe il tempo
alla morte
ancora più ingiusta.

Un fiotto di sangue
violenta ogni dio
ti sia chinato
obbediente
ma quell'eremo scelto
dagli altri per il tuo canto
non ne chiude il volo.

La fede indimostrabile
diventa sentenza certa
capovolgendo il mondo
all’odio.

Questi gli unici passi
rimasti
queste le uniche parole
come polvere di sassi
nell’aria rarefatta
dell’ingiustizia.


Matteo Cotugno
14-01-2016
inedita – diritti riservati



domenica 10 gennaio 2016

Sapere che ci sei


Sapere che ci sei
sul filo di matita,
in un mattino di nebbia,
sul tavolino abbandonato
di un parco lontano,
fra le foglie distese
in un letto disperso,
nel sentiero digiuno
di cammini accostati.

Sapere che ci sei
nell’immensità
di tutta questa solitudine
sconvolge il respiro,
annegandolo nell’anima
per sempre.


Matteo Cotugno
23-12-2015
inedita-diritti riservati




sabato 9 gennaio 2016

In un pugno


Ecco
in un pugno il sole che sei stata,
qui fuori invece
resta il silenzio,
l’orma di un saluto
quasi sbiadita.

Il vento
- quel vento del tempo che porta via tutto -
leviga i sassi delle ore
passate assieme,
prosciuga i bicchieri
colmi di ricordi in cui annego.

Il vento
- quel vento dell’assenza che uccide -
non porta via il calore di te,
lo annuvola
ma ci sei…
qui nel pugno nascosta
vicino al cuore.


Matteo Cotugno
09-01-2016
inedita – diritti riservati




Solitudine



Come faccio
a dirti che ora l’alba è solitudine,
sorella del tramonto?
Non posso spiegarti
il colore che cambia
nello stropicciarti gli occhi
al risveglio
- è sospensione di sapori -
non posso nemmeno dirti
di tutto quel rosso la sera,
della speranza
divenuta disperazione.
Il canto era già finito
quando nacque
sulle tue inquietudini
e sulle mie stupide
indecisioni…
ragazza dal cuore fermo,
stringimi ancora una volta
a sentire il mio
come ricordo.


Matteo Cotugno
08-01-2016
inedita – diritti riservati