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giovedì 12 maggio 2022

Iqbal Masih

 


Disegno tappeti al telaio

dodici ore al giorno..

la vita, la vita

che sfortunata mi ha venduto

per poche rupie...

la vita, la vita

che malvagia mi ha fatto schiavo,

dovrei stare a scuola

a disegnarli con la matita

i tappeti

come tutti i bambini

che... la vita, la vita

ha reso fortunati.


Matteo Cotugno

12-05-2022

dedicata a Iqbal Masih, bimbo venduto come schiavo e assassinato per aver diffuso idee di protesta per i diritti dei bambini sfruttati nel lavoro minorile


mercoledì 28 novembre 2018

Destati




Destati ch’è ferma la storia:
un giro in centro a fare casino,
locali vomitanti fumo,
da bere a boccali, a coppe,
a bicchieri rotti in ogni angolo,
compagni di puzza di piscio
e di musica a palla… che storia
poi gridare per sentirsi,
chissenefrega di niente,
la mora mi adocchia da un pezzo,
stasera è festa e non si torna
che all’alba… se vuole
ci si sballa di brutto
mi butto, mi sfratto, mi sbatto,
la storia è ferma fratello,
una smossa e si balla
si torna a girare, fermarsi è peccato
non credi? Non vedi?
Stramazzi di vita e non sorridi?
Grida forte la morte:
chissenefrega
stasera non si prega.

Matteo Cotugno
14-11-2013
inedita

venerdì 3 agosto 2018

Il branco




Il gelo riveste ogni angolo
di là fuori e tace sul sonno,
il vento amaro sferza
la strada metro su metro,
parlando straniero
a chi resta a riempirsi
di cartone per la notte,
una sola stella insegue
lo sguardo avvinto
dell'uomo ancora sveglio,
gli occhi liberi di spegnere
le ultime ore prima dell'alba.

Il fuoco di un mozzicone
stretto fra i denti esplode
sulla benzina piovuta
dall'imbecille di turno,
e le grida coprono a stento
le risa stridule del branco:
lo strazio, lo strazio
del disumano che avanza
sul mondo come gelo
avvizzendo tutto
nello svanire di pietà.

Matteo Cotugno
22-02-2017
tratto dall'ebook “Goccia a goccia 2018”



martedì 28 novembre 2017

Girotondo


Metti un giorno di vita all'asta,
ricavane per te quanto basta
e sosta ad aspettarti invano...
E’ bello tenersi per mano
quando si è soli al mondo
ma insieme si fa tondo,
si gira si gira si gira!
Fin quando casca,
casca il mondo
e tutti giù a ridere
per quel giorno venduto
ed anche a piangere
per ciò che non si è avuto.

Maledetto quel giorno,
il punto del non ritorno,
quando vincendo la noia
si sceglie la scorciatoia...
che volo... che volo da terra!
Qui c'è sempre gente in guerra
e allora si fa il giro,
più corto di un sospiro,
ti resta dentro in gola
una parola sola:
amare… finché c'è tempo,
amare finché.. è il momento
di fare un girotondo.

Giro giro tondo
Quant’è bello il mondo
il mondo e i suoi doni
che Dio ci perdoni.

Matteo Cotugno
15-09-2014

Inedita – diritti riservati

sabato 25 novembre 2017

Il mio altare


Il mio altare sei stato tu,
nel rimorso non appari nemmeno,
lo scempio di me
resta uno sbiadito ricordo
nella cronaca locale,
qualche secondo in tivù
e svanisco.
Oltre il mio corpo martoriato,
seppellito per mesi
in una cella frigo,
resti tu che un giorno mi amavi,
restano i pochi anni che ti farai
di galera,
restano le lacrime della mia famiglia,
resta l’indifferenza di chi ti ha giudicato
permettendoti di uscire fra poco.
Il mio altare sei stato tu…
l’indifferenza della giustizia
il mio inferno peggiore.

Matteo Cotugno
25-11-2017
diritti riservati







http://vocidipoesia.blogspot.it/2017/11/il-mio-altare-di-matteo-cotugno.html

sabato 15 luglio 2017

Laggiù



tratta dall'ultima antologia che ho creato e curato, la numero 18 in 5 anni... Goccia a goccia 2017, liberamente consultabile on line come ebook al seguente link

https://issuu.com/viscatto/docs/ebookgoccia_2017



domenica 11 giugno 2017

Blue Whale


Non sei…
oggi che la balena ha ripreso
a morderti la pelle
strisciandosi il profilo
di rubino,
hai deciso di non essere,
soggiogata dal comando
atroce di un gioco perverso,
hai deciso qualcosa da sola
 - finalmente -
Tu…
tu che vorresti “essere”
oggi finalmente
 - non sei -.

E ti fidi dell’amaro
che imbocca il web,
nutrito da finti profili
di veri folli divorati
dalla propria malvagità.
Ammansita dall’anonimo
svolgersi delle prove,
nascondi anche a te stessa
la tua immensa fragilità
donandola al plagio
che uccide.

Non sei…
oggi che la balena si è tinta
del tuo sangue,
ferma il volo nel vuoto
sciogliendo il giogo di morte
che non ti appartiene più,
quando pensando di non essere,
scopri quanto tu sia importante
per noi
che ti amiamo.


Matteo Cotugno
11-06-2017
Diritti riservati

martedì 19 luglio 2016

I furbitaliani


Le scatole di cartone
sulla testa di chi timbra per gli altri*:
Eccoli i furbitaliani!
Vili fino in fondo
quando si vestono di furbizia,
non dissimili dai loro capi
nella nequizia,
da chi li governa…
da chi decide il binario unico*
o il binario morto
pur di lucrare svendendo sicurezza,
da chi decide sulla pelle
degli innocenti
e sugli innocenti banchetta
ridendo delle disgrazie.*
Le scatole di cartone
sulle teste servirebbero a nascondersi
per la vergogna
se solo
ne avvertissero
il senso!


Riferito all’episodio di cronaca odierno, per non farsi riconoscere timbrano cartellini nascosti sotto scatole di cartone.
Rif. alla strage ferroviaria sul tratto Andria Corato in Puglia.
Riferito alle risate a telefono di alcuni affaristi dopo il terremoto a L’Aquila.


Matteo Cotugno
Diritti riservati

12-07-2016


martedì 9 febbraio 2016

Autistico


Buttato via,
chiuso a chiave
nudo per terra ,
forse son nato così...
non lo so...
non lo sanno...
io, per loro pezzo di carne scema,
rinchiudo me stesso prima
di questa stanza che mi contiene
e piango
la voglia di far uscire almeno le lacrime
fuori dal turpiloquio
che mi circonda.

Ragazzo matto
che si ripete e piange sempre
gridando la voglia di smettere
di farmi insultare
solo perchè nel limbo
dei miei pensieri esiste
una grata di pregiudizi
a distanziarmi
e giù botte per ricordarmelo
ma a che serve?
tanto son scemo
me lo dicono sempre,
non possono credermi,
non posso credermi.


Matteo Cotugno


ai ragazzi autistici di Grottaferrata vittime dell'ennesimo squallido episodio di violenza all'interno di una struttura che avrebbe dovuto curarli


sabato 16 gennaio 2016

I passi


al poeta Ashraf Fayadh

La polvere delle parole
resta nell'aria

e un fumo fugace
stringe il tempo
alla morte
ancora più ingiusta.

Un fiotto di sangue
violenta ogni dio
ti sia chinato
obbediente
ma quell'eremo scelto
dagli altri per il tuo canto
non ne chiude il volo.

La fede indimostrabile
diventa sentenza certa
capovolgendo il mondo
all’odio.

Questi gli unici passi
rimasti
queste le uniche parole
come polvere di sassi
nell’aria rarefatta
dell’ingiustizia.


Matteo Cotugno
14-01-2016
inedita – diritti riservati



lunedì 16 novembre 2015

Fraterno


Fraterno
quel bacio, è fiore leale,
abbraccio che sorregge e conforta
complice di sommessi moti
e abbaglianti passioni,
amico nel dolore che trafigge
tenendosi per mano

fraterno
quello stringersi assieme
che i colori confonde
e unisce e non divide
ma accora nel suono
dell’inno all’amore

fraterno è un canto
unisono al cielo
di chi ama il prossimo,
è il passo in cordata
che scala insieme
il monte della pace.

Matteo Cotugno
diritti riservati
16-11-2015

venerdì 4 settembre 2015

Dormi bimbo


Dormi sul sogno
bimbo lontano
le braccia lungo i fianchi
e il viso sulla sabbia.

Dormi sul mare
che ti culla ancora
madre infelice
dal latte di sale.

Dormi sulla spiaggia
che sorride ai bimbi
nei castelli d’estate
pieni di fortuna.

Dormi sul cuore
della terra che amavi,
ne senti il lamento?

E’ l’onda che arriva
ti porta vicino
a chi ti ama davvero.


Matteo Cotugno
03-09-2015


al piccolo siriano annegato ritrovato sulla spiaggia


mercoledì 6 maggio 2015

Non insegna


Sangue alla terra,
ferita nella ferita di roccia,
caduto vivo nel buio
atroce del ventre disumano,
crepa del monte
che inghiotte e dilania
carne e pietà.

Resta il silenzio
dei singulti esalati
dal fondo agonico,
una sommessa preghiera
sulla memoria svanita
di un eccidio infame
che non insegna.

Matteo Cotugno
10-02-2015
diritti riservati




lunedì 20 aprile 2015

Mediterraneo


Migrare oscillando sulla fame
sulle indicibili violenze
sugli orrori vissuti a pelle
scappare dal malvagio uomo
che ha torturato e stuprato
derubato e ucciso
migrare oscillando sulla speranza
di un’esistenza migliore
fuggendo dalla guerra
scappando dalla morte
per abbracciarne un’altra
oscillando su una carretta
nel Mediterraneo
affollata di paura
svuotata di vita
e riempita di pietà.

Matteo Cotugno
inedita
20-04-2015



mercoledì 11 marzo 2015

Dispersa


a Roberta Ragusa

Vorrei superare d’incanto
la dimensione del non essere
per gridarlo a tutti:
non ci sono più
e i pezzi sono sparsi
nella terra di nessuno
sotto coltri di rifiuti
e di menzogne
di facce toste e tradimenti
di ipocrisie e malvagità

non ci sono più
nell’inutile violenza
del tempo passato,
sopravvissuta
resta l’anima che urla invano,
la carne svanita nel nulla
e con lei l’accusa
di avermi uccisa
da chi fingeva amore
ma invece odiava

non ci sono più
e resterò tale
dispersa
inesistente
in un mondo in cui
conta la carne
e solo quella
tradita dalla mia
che non c’è più
e non ha giustizia.


Matteo Cotugno
07-03-2015
inedita – diritti riservati



giovedì 27 novembre 2014

Eccomi


Eccomi, 
sono qui!
Spara pure,
o pugnalami
e poi ancora e ancora,
e sotterrami
anzi no!
Lasciami marcire sotto questa pioggia schifosa
lasciami riversa a testa in giù,
non concedermi nemmeno un saluto al cielo
che odio!
Lo odio perché è sotto di lui che ho osato
volerti bene,
è sotto di lui che ho precipitato tutta la mia vita
fin da quando ti ho incontrato...
ed ho creduto in te.

Matteo Cotugno
27-11-14
diritti riservati

lunedì 16 giugno 2014

Uguali


E siamo nati uguali
ma cresciamo diversi,
la società ci divarica
ci forza e una forbice
ci allontana
e chi va in bici
chi in Maserati
chi va a piedi
chi col jet
siamo sempre più lontani
e le idee
ancora più distanti
disembricano anche i fratelli
nati uguali
stessi capelli
ma paralleli diversi:
il lavoro è più su che giù
e si va al nord del nord del nord
che si fa il giro e si torna giù,
e nel viaggio… ci disconosciamo,
e diamo la colpa al governo
alla politica
a chi comanda
…ma anche a chi ce li manda!
E torniamo uguali
solo nel gridare
quel sangue di piazza
sotto una pioggia
di sfollagente
sfumati dai lacrimogeni.

Matteo Cotugno
10-05-2014
inedita – diritti riservati


poesia finalista al Premio di poesia Alessandro Tassoni 2014 - Modena
in foto recitazione al reading presso Teatro San Carlo di Modena



recitata

sabato 17 maggio 2014

Avanzi di umanità



Ti narro la storia dell’uomo
e del suo tempo,
se tempo resta nella distanza
fra oriente e occidente
fra nord e sud,
mentre una corrente
sui meridiani e paralleli
cancella i segni
le tracce divise,
intrise di sangue
e di strette di mani,
rottami di speranze,
avanzi di sbarchi,
abbracci di approdi
rimasti sogni,
annegati
abbracciati.

Matteo Cotugno
16-05-2014

inedita - diritti riservati

sabato 5 ottobre 2013

Naufragio di un sogno


Galleggia una foto
e una scarpa sola vicino
una piccola borsa,
l'inchiostro blu
inghiotte il resto
in una pagina nera
che sa di nafta bruciata
e di terrore.
Naufragio di un sogno
sospirato in tv
ascoltato nei racconti
di chi l'ha vissuto
lavorando oltre il mare
in quest'america sdrucita
chiamata europa,
una volta culla del sapere,
oggi fossa comune
della speranza.

Matteo Cotugno
inedita - diritti riservati

05-10-2013

venerdì 4 ottobre 2013

Il mare


Il mare non guarda
si lascia attraversare
si lascia sporcare
si lascia amare
si può odiare
ma non guarda
non guarda mai
non ha occhi
non ha ragione
non ha pregiudizi
ecco perché ieri
il mare ha pianto
non è indifferente
e accoglie chi gridava
invano aiuto
non conosce la morte
non conosce l'orrore
di chi può e non fa nulla
accoglie pietoso
le nostre sconfitte.

Matteo Cotugno
04-10-2013
inedita - diritti riservati